LA CONSULENZA ETICA Stampa
Scritto da Maurizio D'Amato   
Lunedì 25 Gennaio 2010 12:16

Perché?
Cosa significa?
A chi si rivolge?
Il vostro Consulente soddisfa a pieno le vostre aspettative?
Il suo comportamento rientra nel modello che stiamo tracciando?

E' l'ora di prestare più attenzione al livello di rapporto interpersonale tra "Cliente e Consulente"!

I principi che seguiranno saranno validi e importanti tanto per l'uno quanto per l'altro. Ecco le regole auree, a cui il lettore accorto deve rifarsi per essere selettivo nell'individuare il proprio partner "il professionista-consulente", di qualsiasi specialità professionale si tratti (medici, avvocati, notai, ingegneri, ecc.ecc.) e perchè no, anche e soprattutto di commercialisti, alla luce del periodico e costante rapporto che li lega e che molto spesso comincia con una fiducia che si prova a livello immediato, oserei dire quasi epidermico, e che nel prosieguo del rapporto sfocia in stima, o qualcosa che potrebbe somigliare all'amicizia o divenire tale.

 

Per cui, se reciprocamente nella scelta non si è quantomeno attenti e selettivi, soprese potrebbero giungere indifferentemente dall'una o dall'altra parte.

Solitamente per attività di consulenza aziendale s'intendono:

  • progetti finalizzati a fornire al cliente la conoscenza di un  opportunità di miglioramento  della gestione aziendale o  il disegno di cambiamento della strategia aziendale;
  • progetti finalizzati a trasmettere la conoscenza di un modello o di uno strumento per diagnosticare una situazione di disagio posta dal cliente o per risolvere un problema specifico;
  • progetti finalizzati a realizzare un determinato processo di cambiamento quale, per esempio, l’acquisizione di un’azienda,la modifica della struttura organizzativa e così via.

Etica è un  termine introdotto dal linguaggio Aristotelico, è parte di quella filosofia che studia la condotta dell’uomo, e detta i criteri in base ai quali si valutano i comportamenti e le scelte.

Diversi sono stati gli orientamenti nel corso degli eventi storici per lo più la filosofia non si è limitata a descrivere la condotta morale e di valori che la orientano.

Una distinzione valida, come  orientamento, è quella tra moralità ed eticità, introdotta da Hegel, secondo il quale:

  • moralità indica l’aspetto soggettivo della condotta, per es. l’intenzione del soggetto e la sua disposizione interiore;
  • eticità indica l’insieme di valori morali effettivamente realizzati nella storia, quali la famiglia, la società civile elo stato.

Si può affermare che la riflessione della filosofia sui problemi etici si sviluppa soprattutto nei momenti in cui la compattezza e la continuità di un mondo di valori, volve a mutamenti dando vita a  nuovi e imponenti correnti di pensiero e di discussione in diversi contesti, e la nostra epoca è proprio densa di profondi cambiamenti, basti pensare a quanto è accaduto nell'ultimo mezzo secolo.

Nelle attività rivolte alla consulenza, il valore fondamentale è costituito dalla professionalità individuale che può essere espressa in forma singola o associata.

V'é, quindi, necessità di definire i valori su cui fondare l’etica della consulenza, soprattutto  alla luce del notevole sviluppo che l’attività ha conosciuto negli ultimi anni e del contributo che l'attività di consulenza ha fornirto alla crescita delle imprese ed alla modernizzazione della pubblica amministrazione.

Lo stesso D’Egidio, uno dei più autorevoli e noti esperti della consulenza manageriale, ritiene che esista un insieme di valori sostanzialmente universali, identificati in :

  • responsabilità
  • integrità
  • onestà
  • lealtà
  • fiducia
  • impegno

Se questi valori e queste azioni rappresentano un riferimento universale, come possono essere utilizzati per definire un quadro dell’etica nella consulenza?

L'etica nella consulenza, identifica il comportamento relativo al processo di erogazione del servizio di consulenza e fa riferimento, in larga misura, al tema assai più conosciuto della deontologia professionale.

Tale esplicito richiamo consente di delinearne i contenuti basilari, nella correttezza professionale del consulente nei confronti del cliente, nell’operare esclusivamente nel suo interesse, nel vincolo assoluto del segreto professionale.

Accanto a questi elementi rientrano comunque a pieno titolo anche i requisiti di efficienza ed efficacia del servizio erogato, un significativo apporto è stato dato dalla norma Uni 10771, la quale definisce il modo in cui  il servizio di consulenza debba rispondere alla necessità di migliorare la trasparenza nel rapporto fra fornitore e cliente.

L’etica della consulenza costituisce pertanto una imprescindibile bussola di orientamento per qualsiasi professionista che operi in questo campo, ma non consente di fornire una risposta esaustiva alla richiesta di consulenza etica.

La consulenza etica, identifica infatti gli aspetti relativi al prodotto dell’attività del consulente, non solo in riferimento alla materia trattata, ma soprattutto per quanto riguarda le conseguenze che deriveranno dal lavoro del consulente stesso.

Possiamo pertanto definire etica la consulenza che tiene conto dell’impatto che le proposte, in fase di elaborazione per il proprio committente privato o pubblico, produrranno sull’ambiente circostante e sui corpi sociali interessati e mostra particolare attenzione alle compatibilità fra le soluzioni tecnologiche ed organizzative ipotizzate e le esigenze di tutela delle persone.

In tal senso etica è l’azione dell'igegnere che propone l’utilizzo di materiali che garantiscano sicurezza e riduzione di emissioni nocive nella realizzazione di opere, come come etica è l’attività del consulente finanziario che evita diinvestire in titoli di paesi che non rispettano i diritti fondamentali della persona.
Nel particolare la consulenza etica si caratterizza per:

  • responsabilità nei confronti di tutti gli stakeholders del proprio cliente e dell’ambiente in cui vivono ed operano;
  • integrità relativa al modo in cui la proposta è stata elaborata, senza l’impulso di interessi personali;
  • onestà nei confronti del cliente, ma soprattutto di se stesso;
  • lealtà verso colleghi e collaboratori, partecipi e coinvolti nelle scelte compiute;
  • fiducia acquisita grazie al proprio comportamento;
  • impegno a migliorare le situazioni con cui ci si confronta.
Ultimo aggiornamento Martedì 12 Marzo 2013 16:39